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Ciao, mi presento

Ciao lettore, benvenuto tra noi, cioè tra me che sono Lorenzo e Alice la bella moglie che ha avuto la disattenzione di dirmi sì qualche mese fa. Ma cominciamo dall’inizio, che poi non è altro che un capitolo centrale di una ben più lunga storia cominciata anni fa. Come detto io sono Lorenzo, e dopo anni di beata adolescenza senile e sfaccendata e relativa tranquillità vengo trasferito a Verona per un anno, e di lì a Biella, che forse è il caso cerchiate su internet se non v’intendete di geografia: si trova per lo più sta a est della valle d’Aosta, ma tanto non ci puoi andare direttamente perché ci stanno le montagne di mezzo quindi amen. A Biella eseguo le mie noiose ma stimolanti mansioni di programmatore, un modo elegante per dire che odio il lavoro che faccio perché mentalmente faticoso, e io sono pigro! Ma comunque un’attività stimolante se ami i rompicapo, se sei curioso e se il tuo coinquilino nonché vicino di scrivania ti aiuta quando stai per lanciare la tastiera contro lo schermo per emulare un big bang di vaffanculo in miniatura. Un vecchio coinquilino, anche lui programmatore, una volta mi disse “Un vero programmatore assume caffe e sigarette e produce codice e bestemmie”, devo dire che sono abbastanza d’accordo con lui anche se io bevo thè al limone.
Fonte Foto: WikiCreative Commons

L’ufficio in cui lavoro è stupendo: ricavato da un vecchio complesso di lanifici accanto al fiume Cervo che in quel tratto scorre con piccole rapide roboanti e dove il parcheggio si trova sempre, il che per uno che ha vissuto 29 anni a Roma non è male per niente, oltre al fatto che da casa a lavoro sono 5 minuti netti, un paradiso. Un’altra cosa impagabile di Biella è il silenzio notturno: sembra quasi che le macchine passino quatte quatte per non farsi sentire… tranne il camion del vetro, quello fa un fracasso proprio sotto al nostro balcone precisamente alle 6.00 di ogni santa mattina, ma alla fine ci si abitua. E quando torni a Roma non riesci a chiudere occhio, e maledici gli altri tre milioni di romani che presumibilmente nutrono esattamente lo stesso sentimento. Bene questi erano il luogo, uno spoiler e alcune riflessioni personali che nel corso di questa esperienza barra diario approfondiremo, ora passiamo al quando: tutto comincia ad Agosto 2017, ero a Verona da un quasi un anno in una casa orrenda condivisa con altri 4 coinquilini diventati ormai amici, quando la mia società mi manda a fare questo colloquio a Biella dicendomi posto bellissimo, non costa niente, tranquillo, vicino a Milano e Torino e bla bla, io lo faccio (guadagnandomi affettuosamente il soprannome schizzo a causa della mia agitazione) e dopo qualche tempo mi informano che a Settembre comincio.
Immagine di mia proprietà

Minchia! Così a ciel sereno, va bene, bisogna mostrarsi propositivi, accettare le nuove sfide, smettere di fare le cose che facevi da un anno e che ormai padroneggiavi per fare cose completamente nuove, plausibilmente molto più difficili, partendo quasi da zero in un ambiente molto più formale e strutturato. Va bene, mi ripeto il primo giorno di lavoro, quell’ormai distante lunedì 4 settembre, vedrai che fra un anno ripenserai a questo primo giorno e te la riderai ricordando la tua ansia… Beh, con quella predizione in parte ci ho preso, non rido ma mi guardo con aria di paterna sufficienza, però quell’ansia lavorativa col cavolo che mi ha abbandonato, anzi per una persona mentalmente pigra come me è stato lo stimolo giusto per trovare una dimensione accettabile fra il mio spirito rinunciatario e la sfida di dover portare a termine un compito, anche a costo di ammorbare il coinquilino persino mentre cucina.
Attualmente sono abbastanza soddisfatto della mia curva di apprendimento, bella lenta, ma svogliatamente rivolta all’insù, come un vecchio sovrappeso che pian piano si cimenta in un eroico addominale! Ma veniamo ad Alice, dolce e genuina Alice, palesemente la botta di culo più importante della mia vita. Uno stimolo continuo alla mia indole pigra, continue iniezioni di adrenalina infra-muscolo, un vivace elettroshock dal poliedrico talento artistico, nonché parafrasando Vincent Cassel che parla della sua nuova moglie diciottenne “la più bella ragazza del mondo”. Tralasciando il perché quel fatidico giorno mi disse sì, forse ve lo racconterà la diretta interessata più avanti. Dopo questa piccola chiosa, questo mio primo articolo introduttivo termina qui, ora avete le informazioni essenziali per proseguire questo ardimentoso viaggio pseudo narrativo. Che tutto vada bene, alla prossima.

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